
Lisa Orlandi analizza la seconda fase della crisi petrolifera dovuta alla chiusura dello stretto di Hormuz sulla newsletter del GME n. 207: “La minaccia sullo Stretto di Bab al-Mandeb ha messo a rischio il 7% dell’approvvigionamento globale di greggio. Questa arteria marittima costituisce la via d’uscita fondamentale per aggirare il blocco di Hormuz, permettendo all’Arabia Saudita di convogliare oltre 3 mil. bbl/g attraverso l’oleodotto Est-Ovest verso il porto di Yanbu e agli Emirati Arabi Uniti di esportare dal terminal di Fujairah. (…) L’ipotesi di una trattativa per la riapertura completa e permanente dello Stretto di Hormuz e il contenimento del programma nucleare di Teheran hanno causato un netto ritracciamento dei corsi petroliferi: il prezzo del Brent è scivolato in poco tempo sotto la soglia dei 90 dollari”.
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